Ecco il secondo podcast, la lezione sui limiti in frequenza dell'Amplificatore Operazionale.
Buon ascolto!
Massimo Brusa
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sabato 6 novembre 2010
Un blog nello zaino
Questo è un blog per sperimentare la collaborazione e la condivisione didattica con le nuove tecnologie del web2.0.
Gli autori sono tutti docenti: Massimo Brusa, Paola Franchi, Mariateresa Ghetti e Luisa Meneghin.
L'idea nasce come ProjectWork finale del corso di perfezionamento "Docente Esperto dei laboratori didattici e multimediali" dell'Università di Padova.
Gli autori sono tutti docenti: Massimo Brusa, Paola Franchi, Mariateresa Ghetti e Luisa Meneghin.
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13 commenti:
Quindi potremmo misurare la frequenza del segnale in ingresso all' OP-AMP semplicemente misurando la tensione in uscita?
Per i sintonizzatori della TV, dato che si parla di frequenze delle centinaia di MHz (10^8 Hz), si usano OP-AMP diversi o si aggira l'ostacolo in qualche modo?
Per il primo commento: no, sarebbe impossibile. Due segnali di uguale tensione ma di frequenza diversa potrebbero essere amplificati dello stesso valore ottenendo così una tensione uguale, ma SEMPRE di frequenza diversa (rimanendo nei limiti posti dall'integrato utilizzato).
Si pensi al filtro passa banda passivo, nel range di valori compresi fra le due frequenze di taglio, tutte le frequenze contenute in esso vengono lasciate passare senza modifiche, quindi due segnali di frequenza diversa (ma contenute entrambe nel range) e tensione uguale verranno trasferiti in uscita senza alcuna modifica.
Se avessimo un onda sinusoidale applicando un op-amp con slew rate di 0.5V/microsecondo il segnale in uscita come si presenterebbe?(sempre se si può)
Se non si lavora vicino al limite superiore di frequenza imposto dallo SR, a sinusoide in ingresso corrisponde sinusoide in uscita; anche lavorando vicino al limite superiore, la deformazione imposta dallo SR su un'ona sinusoidale provoca sempre un'onda sinusoidale, anche se di escursione peak-to-peak ridotta.
Per utilizzi generici il limite di frequenza viene solitamente imposto dal GBW o dallo SR?
un circuito con un op amp ha dei limiti in frequenza, ma allora un circuito passivo (quindi senza op amp) non ha nessun limite in frequenza?
Se lo slew rate, nel caso di un circuito reale, non mi permette di creare tutto il periodo del segnale ideale, la variazione di pendenza nel grafico del segnale avviene repentinamente o, impiegando del tempo, il segnale viene lievemente "shiftato" verso destra?
@GianlucaAttanasio: un circuito con op-amp ha...
Un circuito attivo con op-amp ha dei limiti in frequenza dovuti alle caratteristiche interne del componente integrato.
Un circuito passivo ha invece ugualmente dei limiti superiori in frequenza, più alti, dovuti all'intervento dell'effetto delle capacità parassite sui circuiti di collegamento tra i componenti. Ovvero non sono i componenti passivi in sè a limitare, ma le capacità parassite della circuiteria di cablaggio.
@StefanoDellarole: Per utilizzi generici il limite di frequenza viene solitamente imposto dal GBW o dallo SR...
Non è possibile dire a priori, bisogna advvero fare i conti tutte le volte...
@StefanoDellarole: Se lo slew rate, nel caso di un circuito reale...
Lo SR interviene dapprima sulla pendenza del segnale, solo successivamente, nel caso di degradazione massiva del segnale d'uscota, si ha un'incisione sui valori frequenziali.
Quindi lo slew rate modifica la forma d'onda del segnale intervenendo sulla sua pendenza?
@francesco (quindi lo slew rate modifica...)
secondo me si, perchè la pendenza del segnale cambia se si lavora ai limiti imposti dello SR
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