nei due post ho inserito le parti del documentario sulle leggi razziali fasciste già visionato in classe, per offrirvi l'opportunità di rivederlo ai fini dell'esercitazione che si terrà il prossimo 18 novembre
Il documentario presenta materiali dell'Istituto Luce ed è inserito nella trasmissione Rai "Correva l'anno....". Dal sito della Rai riportiamo la presentazione del filmato:
Correva l'anno racconta una vicenda tutta italiana che inevitabilmente si intreccia con la follia del regime nazista, con l'Olocausto con la persecuzione e la morte di milioni di ebrei. Quando prende il potere, nel 1922, Mussolini dichiara: "Tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo". È l'anno della marcia su Roma, al partito fascista sono iscritti circa ottocento ebrei.
Poi, nel 1928, in un articolo dal sapore minaccioso, il Duce afferma: "L'Italia è una delle poche nazioni del mondo senza partiti o movimenti antisemiti. Formuliamo piuttosto l'augurio che l'antisemitismo in Italia non venga provocato dagli ebrei residenti in Italia".
Ma la tragica svolta arriva nel 1937. Hitler è al potere in Germania da quattro anni. Mussolini fa licenziare tutti i collaboratori ebrei del Popolo d'Italia e afferma: "Come sapete io sono razzista". È il 1938 quando re Vittorio Emanuele III, nonostante alcune perplessità iniziali, firma il Regio Decreto n. 1728: le cosiddette leggi razziali, volute dal Duce. Iniziano le persecuzioni. 1943. Dopo l'armistizio, a Roma detta legge l'esercito tedesco. All'alba del 16 ottobre, l'evento più traumatico per l'ebraismo italiano: i nazisti rastrellano il ghetto e deportano ad Auschwitz 1023 ebrei, che moriranno quasi tutti.
Il documentario presenta materiali dell'Istituto Luce ed è inserito nella trasmissione Rai "Correva l'anno....". Dal sito della Rai riportiamo la presentazione del filmato:
Correva l'anno racconta una vicenda tutta italiana che inevitabilmente si intreccia con la follia del regime nazista, con l'Olocausto con la persecuzione e la morte di milioni di ebrei. Quando prende il potere, nel 1922, Mussolini dichiara: "Tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo". È l'anno della marcia su Roma, al partito fascista sono iscritti circa ottocento ebrei.
Poi, nel 1928, in un articolo dal sapore minaccioso, il Duce afferma: "L'Italia è una delle poche nazioni del mondo senza partiti o movimenti antisemiti. Formuliamo piuttosto l'augurio che l'antisemitismo in Italia non venga provocato dagli ebrei residenti in Italia".
Ma la tragica svolta arriva nel 1937. Hitler è al potere in Germania da quattro anni. Mussolini fa licenziare tutti i collaboratori ebrei del Popolo d'Italia e afferma: "Come sapete io sono razzista". È il 1938 quando re Vittorio Emanuele III, nonostante alcune perplessità iniziali, firma il Regio Decreto n. 1728: le cosiddette leggi razziali, volute dal Duce. Iniziano le persecuzioni. 1943. Dopo l'armistizio, a Roma detta legge l'esercito tedesco. All'alba del 16 ottobre, l'evento più traumatico per l'ebraismo italiano: i nazisti rastrellano il ghetto e deportano ad Auschwitz 1023 ebrei, che moriranno quasi tutti.
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