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martedì 2 novembre 2010

Didattica nel ventennio: un documento soprendente...

Dal libro "Odi et amo. 75 anni di vita liceale tra cronaca e storia" (Milano, 2001), dedicato alla storia del Liceo classico di Bressanone riprendo le parole rivolte dal preside Rodolfo Lackner nelle riunioni del Consiglio dei Professori del 7 ottobre 1927, del 27 febbraio 1929, del 19 gennaio 1931, del 5 novembre 1931 e del 21 dicembre 1932, a commento di alcune circolari ministeriali pervenute alle scuole: sono, per certi aspetti, come si notava nel libro, di sorprendente modernità ...

Curi l’insegnante che la trattazione della materia sia composta e serena, viva ed interessante, proporzionata alla capacità degli alunni. […] Il professore non faccia lezione in cattedra, ma si avvicini ad essi, giri per la classe, badi ad interessare tutti. Nelle quotidiane interrogazioni non sia solo preoccupato di segnare voti nel registro, ma soprattutto di ripetere e consolidare le nozioni impartite nella lezione precedente […], per convincersi che la lezione spiegata sia stata compresa da tutti; limiti, inoltre, il programma: non chi molto insegna, ma chi bene insegna raggiunge lo scopo. […] L’insegnante usi imparzialità assoluta, rigore moderato, benevolenza specie verso i diligenti e volenterosi, faccia il possibile per destare la simpatia degli alunni, che vanno trattati con pazienza e amore. Abitui gli scolari ad uno studio ordinato e ne formi le attitudini assimilatrici ed espositive.
Faccia apprendere molto a memoria, perché ciò che gli scolari sanno a memoria è un possesso per sempre. […] Il professore dia notizie chiare, facendo rilevare anche con l’ausilio della lavagna ciò che è essenziale da ciò che è semplice contorno […] Faccia costante uso delle carte geografiche o storiche o di quadri illustrativi. […]
Quanto ai compiti in classe - esclusi quelli che si diano per saggio dimostrativo del profitto realizzato, e che non saranno più d’uno al trimestre, assegnati dopo una serie organica di lezioni e solo quando l’insegnante sia sicuro che avranno un risultato positivo per la maggior parte degli allievi - sono da svolgersi come una forma di lezione, consistente in una esercitazione condotta con la sua continua, diretta e personale collaborazione e col fine di guidare e sorreggere l’attività dello scolaro, educando la sua attitudine e la sua abilità al lavoro mentale. […]
Nella classificazione i giudizi e voti siano ben fondati e ponderati […], nell’orale il professore tenga conto non solo di ciò che l’alunno non ha saputo, ma anche di ciò che ha saputo, come pure dell’attenzione, della diligenza e premura dimostrate dallo scolaro.

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