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lunedì 15 novembre 2010

Lezione fascismo

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lezione

nel prossimo post potrete rivedere la lezione del giorno 11 novembre sull'ascesa del fascismo e il contenuto delle leggi fascistissime

domenica 14 novembre 2010

Riflessioni su Dachau

Ho pensato per vari motivi (coincidenza con il periodo temporale cui abbiamo finora riservato maggiore spazio, riflessioni in gran parte di tipo storico, documentazione relativa alla difesa della razza che si è risolta naturalmente nell'attacco a chi era per vari motivi "diverso") di rimandarvi alle riflessioni di una mia ex-studentessa sulla sua visita al campo di concentramento di Dachau

Architettura della Bolzano fascista

Confesso un interesse particolare per la mappatura del territorio, che negli ultimi tempi noi dell'Istituto Pedagogico di Bolzano stiamo promuovendo attraverso un uso del GPS associato ad altri strumenti del web per la creazione di mappe di interesse storico ma anche scientifico...
Collegando le due cose ho immaginato pertanto una mappatura della città di Bolzano, nello specifico nel ventennio fascista, realizzata in questo caso con Google Maps e linkando foto di archivio, ma per la quale gli studenti potrebbero fare molto altro: raccogliere informazioni utilizzando testi, fonti d'archivio e filmati dell'Istituto LUCE, fotografare gli edifici e le vie della città di oggi e confrontarli con quelli di ieri, pubblicare il prodotto del loro lavoro con modalità anche diverse da quelle della semplice relazione o pagina web dedicata (magari ci starebbe bene anche un digital).
Per il momento dunque qualche idea buttata là, una mappa abbozzata ma sicuramente implementabile e perfettibile anche negli elementi che già la compongono, cui associo un documento che ho tratto da una guida Touring delle tre Venezie degli anni '30 del secolo scorso: una mappa di Bolzano con toponomastica del tempo: un'ulteriore proposta di approfondimento con il confronto dei toponimi del tempo con quelli poi adottati nel dopoguerra...


Visualizza architettura fascista a Bolzano in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì 12 novembre 2010

I provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista

Mi collego al post di Luisa e propongo due documenti che riguardano in maniera specifica i "provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista": con il Decreto 1390 del 5 settembre furono estromessi dalle scuole statali, parastatali e legalmente riconosciute tutto il personale e gli alunni di razza ebraica, con il regio decreto 1779 del 15 novembre venne invece vietata l'adozione di libri di testo di autori di razza ebraica e gli insegnanti furono chiamati alla compilazione di una scheda personale.

Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista
R.D.L. 5 settembre 1938 - XVI, n. 1390
Art. 1. All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; né potranno essere ammesse all'assistentato universitario, né al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza.
Art. 2. Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.
Art. 3. A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza.
Art. 5. In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.
Art. 6. Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.
Dato a San Rossore, addì 5 settembre 1938 - Anno XVI Vittorio Emanuele Mussolini, Bottai, Di Revel

Integrazione e coordinamento in unico testo delle norme già emanate per la difesa della razza nella Scuola Italiana R.D.L. 15 novembre 1938 - XVII, n. 1779
Art. 1. A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorsi anteriormente al presente decreto; né possono essere ammesse al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza. Agli uffici ed impieghi anzidetti sono equiparati quelli relativi agli istituti di educazione, pubblici e privati, per alunni italiani, e quelli per la vigilanza nelle scuole elementari.
Art. 2. Delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti non possono far parte persone di razza ebraica.
Art. 3. Alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere iscritti alunni di razza ebraica. È tuttavia consentita l'iscrizione degli alunni di razza ebraica che professino la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle Autorità ecclesiastiche.
Art. 4. Nelle scuole d'istruzione media frequentate da alunni italiani è vietata l adozione di libri di testo di autori di razza ebraica. Il divieto si estende anche ai libri che siano frutto della collaborazione di più autori, uno dei quali sia di razza ebraica; nonché alle opere che siano commentate o rivedute da persone di razza ebraica.
Art. 5. Per i fanciulli di razza ebraica sono istituite, a spese dello Stato, speciali sezioni di scuola elementare nelle località in cui il numero di essi non sia inferiore a dieci. Le comunità israelitiche possono aprire, con l'autorizzazione del Ministro per l'educazione nazionale, scuole elementari con effetti legali per fanciulli di razza ebraica, e mantenere quelle all'uopo esistenti. Per gli scrutini e per gli esami nelle dette scuole il Regio provveditore agli studi nomina un commissario. Nelle scuole elementari di cui al presente articolo il personale potrà essere di razza ebraica; i programmi di studio saranno quelli stessi stabiliti per le scuole frequentate da alunni italiani, eccettuato l'insegnamento della religione cattolica; i libri di testo saranno quelli di Stato, con opportuni adattamenti, approvati dal Ministro per l'educazione nazionale, dovendo la spesa per tali adattamenti gravare sulle comunità israelitiche.
Art. 6. Scuole d'istruzione media per alunni di razza ebraica potranno essere istituiti dalle comunità israelitiche o da persone di razza ebraica. Dovranno all'uopo osservarsi le disposizioni relative all'istituzione di scuole private [...]
Art. 7. Per le persone di razza ebraica l'abilitazione a impartire l'insegnamento medio riguarda esclusivamente gli alunni di razza ebraica.
Art. 8. [...] Dalla data di entrata in vigore del presente decreto i liberi docenti di razza ebraica decadono dall'abilitazione [...].

giovedì 11 novembre 2010

Il nazismo e le Olimpiadi di Berlino


"La storia siamo noi" - RAI Educational
Nella presentazione del documentario di RAI Educational, leggiamo:
"Le Olimpiadi di Berlino del 1936 suggellarono l'unione tra sport e politica. Hitler trasforma i giochi in una micidiale macchina di propaganda del regine nazista: la Germania si aggiudica 89 medaglie contro le 56 americane. L'unico neo in questo grande spettacolo propagandistico è il trionfo di un atleta americano di colore, James Cleveland Owens, in seguito conosciuto come Jesse Owens, che proprio di fronte agli occhi esterefatti del fuhrer e dello stato maggiore nazista, riesce a vincere quattro medaglie d'oro in un sol giorno
"Olympia"
Il nazismo utilizzò la settima arte, il cinema, come mezzo di propaganda.
Per la prima volta nella storia delle olimpiadi, a Berlino fu girato da Leni Riefensthal, regista già autrice del "Trionfo della volontà" sul raduno di Norimberga del 1934, il film "Olympia". Incoraggiata dal Ministro della propaganda, Goebbels e dallo stesso Hitler, nonchè sovvenzionata da fondi statali, la Riefensthal girò oltre 400.000 metri di pellicola dalla quale estrasse un film in due parti della durata di sei ore complessive.


VITTORIE AZZURRE ALLE OLIMPIADI DI BERLINO
  • Dopo la vittoria dei Mondiali di calcio del 1934, contrariamente ad ogni pronostico, la Nazionale di Vittorio Pozzo vinse alle Olimpiadi di Berlino la Medaglia d'oro, che rimane, ancor oggi, l'unica nella storia italiana del calcio.
  • Trebisonda Valla, detta Ondina, è stata la campionessa olimpica negli 80 metri ostacoli, nonchè la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici.

lunedì 8 novembre 2010

Il fascismo e gli ebrei: "la difesa della razza" seconda parte - da "Cor...